lunedì 14 maggio 2012

Sull'Andersen



Girando per la fiera a volte ci si demoralizza. Si pensa a cose catastrofiche sulla propria carriera. Sembra un girone dantesco fatto e finito "Il girone dell'illustratore".
Poi ti arriva una chiamata e una voce amica ti dice: "ma sai che all'Andersen (lo stand della rivista Andersen) visionano i portfolio? Ci fanno un articolo e ci mettono le nostre opere..se piacciono".
E io: "si, non lo so, sto incasinato per colpa dei miei appuntamenti andati male ma vedo di passarci".
Così mi ritrovo allo stand, a pochi minuti dalla fine, io e Giacomo Garelli e ci si sorride sperando di non essere visti come pazzi.
C'è qualcuno davanti e qualcuno dietro ma si sa le file in fiera sono come i funghi.. spuntano ovunque.
Se ti fermi a pensare per un paio di secondi ti trovi qualcuno dietro che ti chiede: "è la fila questa?".
In ogni caso Andrea Valente, dietro al tavolo rosso, mi guarda e mi fa: "tu sei l'ultimo" e ammetto di aver pensato "cavolo che culo!" e così mi son ritrovato ad ascoltare il suo punto di vista sulla fiera, di come effettivamente un editore è come una fidanzata e ammetto che ha ragione; una piccola lezione che valeva la pena ascoltare a prescindere dalla fila ed essendo un illustratore alle prime armi e poter ascoltare il punto di vista di uno con più esperienza di me è sempre un piacere, anzi per tanti dovrebbe essere un obbligo.
E poi a distanza di mesi non ci pensi più, nuove giornate, nuovi problemi e di quel piacevole incontro neanche te ne ricordi e ieri grazie ad Alice Barberini scopro che Valente ha deciso di pubblicare una mia tavola!
Sono veramente contento perché quella tavola mi è cara e vederla sull'Andersen è un piccolo orgoglio. Mi fa piacere anche vedere il lavoro di Srimalie Bassani e Daniele Diella e penso a tutte le volte che ho detto loro: "Diamine siete bravi qualcuno se ne accorgerà".
Gente, una piccola soddisfazione no?